Giugno 17, 2008 di hindie
…siamo pochi, in troppo pochi capaci di lasciarci cogliere da una parola gentile, da un attimo di debolezza. di quella debolezza che invece è sensibilità, e sono gli altri che la definiscono una debolezza. perchè non ci è più permesso essere sensibili nel profondo, soltanto in superficie. in superficie dobbiamo sembrarlo, dobbiamo “indignarci” fingere di essere commossi. superato l’attimo ecco nuovamente risalire la maschera formale e cinica. per questa ragione ho stima infinita per chi si avventura con le parole, per chi ha il coraggio di esprimersi e di dire cose che possono turbare, adoro chi riesce a mettere a nudo l’anima. è una cosa assai erotica e conturbante metter a nudo l’anima. anche perchè di intimo ormai abbiamo solo più quello…
…Alcuni si giustificano dicendo che è così per via del loro pudore di fronte ad un sentimento che tocca nel profondo… dicono “c’è un pudore che a volte impedisce di esprimere ciò che si prova”. oppure sovente mi è capitato di ascoltare frasi come: “non è facile mettere a nudo la propria anima, perchè chiunque può ferirla, oppure ridicolizzarla…”. rifletto, rileggo più volte la frase così toccante nella sua realtà, terribile nella sua verità, crudele nella sua semplicità. riconsoco è una frase ricorrente, la solita novella, sembra inevitabile…
ma così io la definisco: non si tratta di pudore, bensì è la paura , quella che ci governa.
Hindie
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Giugno 12, 2008 di hindie
“Ti sei svegliato prima dell’alba, ma il tuo nemico non l’hai trovato. Quando il sole era basso hai attraversato tutta la pianura, ma il tuo nemico non l’hai trovato. Mentre il sole era alto nel cielo hai cercato tra le piante di tutta la foresta, ma il tuo nemico non l’hai trovato. Il sole era rosso nel cielo mentre tu cercavi sulla cima di tutte le colline, ma il tuo nemico non l’hai trovato. Ora sei stanco e ti riposi sulla riva di un ruscello, guardi nell’acqua ed ecco il tuo nemico: l’hai trovato.”
Hindie
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Maggio 30, 2008 di hindie
… immerso nel profumo dei gelsomini diluisco il mio io in giornate dilatate, lo annego nella lentezza della mia vita ormai dimentica di false ambizioni…
e come a porre un memento leggo:
“amate e odiate il vostro passato, ma conservatelo. La vita è una serie di test di distruzione e dovete sentire il dolore attraverso tutti i vostri pori, senza disdegnare la timidezza, perché è quella che vi darà modo di attingere alle vostre più nascoste risorse interiori” e ancora “se suscitate negli altri pietà e disprezzo, siete sulla buona strada, potete cominciare a scrivere” di Michel Houellebecq
Hindie
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Maggio 21, 2008 di hindie
…troppo sovente trascorriamo la nostra vita alla ricerca della “felicità”, tutta la nostra ricerca si basa, ruota, si affanna quasi esclusivamente nella conquista della felictà attraverso il piacere.
il piacere inteso come: possedere, conquistare, ottenere il meglio, il più bello, l’esclusivo…
siamo accecati dalle forme, dalle illusioni materiali, che nulla hanno davvero a che vedere con l’essenza della bellezza, della grazia e della vera felicità.
la felicità in se stessa esite, e ne abbiamo la prova quando la sentiamo esplodere, quando la osserviamo riflessa nel viso di chi amiamo. ed è un istante senza tempo e magico….ma per sua natura la felicità ci tocca per brevi istanti, per poi lasciare posto ad altre sensazioni ad altre emozioni…ed è giusto che sia così! ed è così che noi commettiamo l’errore di volere prolungare quell’istante, di volerlo catturare e possedere…e allora consumiamo energie, distruggiamo cose e persone pur di far in modo che quella magia sia immortale, sia per sempre nostra.
oh care persone che mi leggete, sapeste quanto siamo ciechi e sordi di fronte alla vita, alle nostre vite, uniche e davvero brevi ( parlo della vita, dell’esistenza fisica, di quella che appunto attraverso i sensi ci permette di gioire o di soffrire…)
quanto siamo ingenui a poter credere che tutto sia conoscibile e raggiungibile, quale presunzione e arroganza mettiamo in atto con la convinzione che dobbiamo avere tutto e subito a qualunque costo, che AVERE è un nostro diritto….ed unico scopo della vita.
…non voglio assolutamente quì imitare grandi saggi o illuminati, vorrei soltanto invitare chi legge occasionalmente queste pagine a soffermarsi a riflettere… “e se la felicità fosse altrove?”
se provassimo ad osservare diversamente la vita e quello che essa ci mostra ogni giorno, se ci fermassimo ad ammirare la magnificienza della natura nella sua armonia, nella sua semplice essenza…forse riusciremo a trovare la nostra ideale esistenza…e forse riusciremo finalmente a scoprire quell’incessante accordo con il cielo che ci porterà serenità e gioia… che potremo anche chiamare felicità, ma che secondo me è più opportuno definire armonia…
Hindie
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…non c’è alcuna verità da inseguire, non c’è alcuna formula che ci possa salvare. non esiste l’inferno o il paradiso. tutto si svolge in un attimo, in un batter di ciglia… ecco cosa è la nostra vita: un attimo senza tempo. non ci sono saggi, libri antichi che ci possono spiegare questo aspetto della realtà. sappiamo che nulla è mai come appare, dietro alla realtà che stiamo vivendo si cela una sostanza impalpabile e cangiante quasi impenetrabile dall’esterno. sappiamo che ci sono soltanto pochi uomini, esseri particolari, capaci di conoscere e osare oltrepassare quei confini. questa loro peculiarità nulla ha a che vedere con le religioni con dio. questa è soltanto una capacità che sta nel distacco, nella consapevolezza o nell’incoscienza a voler trascendere le cose. ed ecco che davanti a questi individui si dischiudono abissi di fuoco, nuovi mondi, nuovi universi. essi arrivano a viaggiare sotto ai soffitti di antichissimi universi, attraverso oscurità inimmaginabili, attraverso i bagliori del parto di nuove stelle per poi tornare ad osservare le nervature di una foglia o lo scorrere di granelli di sabbia su una spiaggia. macrocosmi che si fondono in microcosmi, tutti pervasi da una grande ed unica anima: bellissima e perfetta, espansa senza limiti, indescrivibile con le parole e i simboli che abbiamo a disposizione. ci vorrebbero linguaggi ancora da inventare per descrivere questa grazia, quest’armonia. questa grande bellezza che possiamo percepire ed accettare perché sappiamo di apparnerle. c’è una memoria antica, precedente la vita. c’è una conoscenza senza tempo, oltre il tempo. c’è una coscienza senza opposti, senza conflitti ben oltre il bene e il male. ci sono schegge di tempo che ci colgono in determinati passaggi di questa nostra esistenza. questi istanti si possono mostrare come una reminiscenza, come attimi di illuminazione. a far loro spazio c’è il suono, c’è la vibrazione, le elaborazioni sonore che accarezzano come lievi brezze vespertine. soltanto queste note ci possono aiutare ad avventurarci in quei linguaggi non ancora inventati atti a descrivere il mistero dell’esistenza, dell’ignoto…
Hindie
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<<… tutti i sistemi etici, le religioni e le filosofie elaborate nell’intera storia dell’Occidente sono interpretabili come stratagemmi elaborati per infondere sicurezza alla gente, a coloro che non riescono ad accettare la natura imprevedibile della vita e quindi si rifugiano in un mondo trascendente; sono reazioni protettive di un uomo insicuro, spaventato dalla propria stessa natura (dalle passioni, dall’istinto) ed incapace di accettarsi. La massima espressione di questa nullificazione dell’uomo è stata la religione ebraico-cristiana: l’etica dell’amore, della pietà e della mortificazione del corpo in vista di una ipotetica felicità ultraterrena è solo una perversione dello spirito, una patologia dell’umanità >> F. Nietzsche
…siamo i prodotti di un’epoca. no, troppo facile incriminare l’epoca. siamo dei prodotti e basta…
Hindie
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Aprile 24, 2008 di hindie
“Quando semplifichi la tua vita, le leggi dell’universo saranno più semplici, la solitudine non sarà solitudine, la povertà non sarà povertà, e nemmeno la debolezza debolezza.” - Henry David Thoreau
…l’unica via per il cambiamento è quella di semplificare per arricchirsi. e per fare ciò è necessario iniziare a spostare il concetto della nostra posizione nel mondo, soprattutto dobbiamo tentare con determinazione a superare le convenzioni ormai rigide e abusate di valore e qualità. la consapevolezza di possedere le capacità di liberare noi stessi da veleni come l’attaccamento, i pregiudizi, le abitudini fossilizzate ci porterà ad affrontare l’universo dell’essenza e dell’essenziale. perché per capire che cosa sia veramente importante è necessario rallentare e semplificare…
“Finché non ne prenderai coscienza, l’inconscio governerà la tua vita. E tu lo chiamerai destino” Carl Gustav Jung
Hindie
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secondo tentativo
…nelle ultime settimane, dopo qualche tempo di naturale silenzio, mi ritrovo a parlare con persone ed amici del mio recente viaggio in India. le battutte sono scontate come i luoghi comuni… la solita domanda è “ sei andato là per trovare te stesso, e allora ti sei trovato?” con sorrisini ironici a commmento. altre mi chiedono se la mia ricerca spirituale ne ha tratto beneficio, se ci tornerei, se l’india è così magica come si legge e come si vede nei reportage. posso soltanto aggiungere ancora qualche riga al mio tentativo di raccontare la mia esperienza in India, ecco l’estratto dal mio moleskine:
Giovedì 5 luglio - Joshimath, anche Jyothrimath o Jyotirmath (Uttaranchand - India)
“…l’esperienza mistica l’ho osservata, ma non vissuta, mi ha appena sfiorato in uno dei posti più spirituali dell’intera India, un ashram. a detta del mio amico brahmino Jamuna Mishra un luogo immutato e rimasto santo per secoli, rifugio di un mistico, di un Rishi, tale Shri Adi Shankaracharya che rimase in eremitaggio in una grotta in quel posto per tre anni… in questo luogo si percepisce una particolare energia: è magico e mistico l’albero che è cresciuto sopra la grotta, la fede dei locali recita che ogni pensiero espresso sotto l’albero ultracentenario si avvera….
di certo il posto è suggestivo ed emana una pace e tranquillità dovuta ai suoi giardini chiamati i giardini del Samadhi , dove fiori bellissimi vengono curati, le costruzioni a pagoda dell’ashram e i muretti di pietre sono verniciati con colori pastello, il tutto avvolto da una distensiva armonia…dopo una settimana di spostamenti in Himalaya la sosta in quel luogo è stata un tempestivo ricostituente a fatica e stanchezza, quindi oltremodo la quiete del posto si è evidenziata rispetto ai ritmi ed alla frenesia delle strade himalayane… di certo è stata un’oasi in mezzo ad un deserto affollatissimo e infuocato”

Shankaracharya Ashram Jyotirmath
…cari lettori, non crediate che questo uomo selvatico sia un religioso, un fedele seguace di religioni orientali…io sono soltanto un uomo che cerca la verità e la propria serenità…facendo questo cerco sempre di conservare la mia indipendenza di pensiero e non bevo nessuna acqua miracolosa che promette l’illuminazione o la salvezza dell’anima. alla mia anima ci tengo e piuttosto preferisco si ustioni con le fiamme dell’inferno, purchè l’inferno sia cosa vera e autentica, piuttosto che si invischi nelle false dolcezze promesse di mondi paradisiaci e illusori, dove miele e amore egoistico si appiccicano sulla pelle…si io preferisco la cruda realtà, il silenzio, ad ipocriti buonismi…
…ebbene si sono tornato in qualche modo cambiato dall’India, mi sono accorto che un po tutti ci raccontiamo un sacco di bugie, che la vita è semplicemente così come deve essere, ne orrenda ne bellissma, di certo non così facile da affrontare, ma siamo noi che vogliamo illuderci o spaventarci…lei è solo lì per essere vissuta ed è VERA! cazzo se è vera!
Hindie
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Febbraio 29, 2008 di hindie
“Moriamo ogni giorno gli uni per gli altri. Quello che sappiamo delle altre persone è solo il nostro ricordo dei momenti in cui le conoscevamo. E da allora sono cambiate. Fingere che loro e noi siamo sempre gli stessi è un’utile e comoda convenzione sociale che, a volte, bisogna infrangere. Dovremmo ricordare che a ogni incontro ci troviamo davanti un estraneo”. T. S. Eliot
…c’è una sensazione strana, unica che ti assale quando stai di fronte ad un evento inaspettato, un evento che ti sorprende per la sua indicibile mostruosità, per la sua spietata crudezza o perché sembra non poter essere presente in questa specie di realtà. potrebbe essere smarrimento e stupore insieme. quando accadono queste cose, ti trovi improvvisamente scaraventato in un posto che assomiglia al solito posto in cui vivi, ma non è più lo stesso. non è facile da spiegare questa sensazione che ti coglie, ad esempio quando accade un incidente imprevedibile, quando scopri di essere stato tradito, quando pensavi di conoscere una persona ed invece scopri essere tutt’altro, oppure quando sei di fronte alla morte di chi conosci. un’ ora prima sapevi bene in quale realtà ti trovavi e un’ora dopo sei proiettato in un altro mondo in una realtà parallela.
senti i suoni, vedi le cose gli oggetti in una maniera diversa quasi sconosciuta, come se vedessi quel posto per la prima volta. tutto quello che conosci e davi per scontato diventa all’improvviso poco veritiero, non hai più quella sensazione di familiarità con le cose e gli spazi. tu sei come uno straniero ed è come se per la prima volta entrassi in contatto con quel mondo dopo averlo visto e rivisto per tanto tempo come in una fotografia. c’è una specie di angoscia che ti asciuga la saliva, che ti fa respirare appena e la tua testa sembra avvolta dalla nebbia tutto sembra svolgersi al rallentatore, le percezioni sono distinte isolate scandite e separate le une dalle altre. vedi la vita scorrere con lentezza, con una marcatura pronunciata sulle parole o sui colori che si alternano e susseguono. poi dietro a tutto senti una strana forma di dolore paralizzarti il petto, come se la tua testa, la tua mente fosse separata dal resto del corpo. ma comunque vivi.
Hindie
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Febbraio 8, 2008 di hindie
…meraviglia
…che particolare meraviglia è nascosta nella meditazione, nello sgombrare la mente dall’inganno delle illusioni, nel guardare il nulla a nudo…
…che profondo stupore ci assale nell’istante in cui il nostro contemplare riesce in un attimo a fondere l’immensa matematica dell’universo con la magica perfezione racchiusa nella trama delle ali maculate di una farfalla…
Hindie
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