Archivio Mensile: febbraio 2008

l’inaspettato, l’estraneo

“Moriamo ogni giorno gli uni per gli altri. Quello che sappiamo delle altre persone è solo il nostro ricordo dei momenti in cui le conoscevamo. E da allora sono cambiate. Fingere che loro e noi siamo sempre gli stessi è un’utile e comoda convenzione sociale che, a volte, bisogna infrangere. Dovremmo ricordare che a ogni incontro ci troviamo davanti un estraneo”. T. S. Eliot

…c’è una sensazione strana, unica che ti assale quando stai di fronte ad un evento inaspettato, un evento che ti sorprende per la sua indicibile mostruosità, per la sua spietata crudezza o perché sembra non poter essere presente in questa specie di realtà. potrebbe essere smarrimento e stupore insieme. quando accadono queste cose, ti trovi improvvisamente scaraventato in un posto che assomiglia al solito posto in cui vivi, ma non è più lo stesso. non è facile da spiegare questa sensazione che ti coglie, ad esempio quando accade un incidente imprevedibile, quando scopri di essere stato tradito, quando pensavi di conoscere una persona ed invece scopri essere tutt’altro, oppure quando sei di fronte alla morte di chi conosci. un’ ora prima sapevi bene in quale realtà ti trovavi e un’ora dopo sei proiettato in un altro mondo in una realtà parallela.
senti i suoni, vedi le cose gli oggetti in una maniera diversa quasi sconosciuta, come se vedessi quel posto per la prima volta. tutto quello che conosci e davi per scontato diventa all’improvviso poco veritiero, non hai più quella sensazione di familiarità con le cose e gli spazi. tu sei come uno straniero ed è come se per la prima volta entrassi in contatto con quel mondo dopo averlo visto e rivisto per tanto tempo come in una fotografia. c’è una specie di angoscia che ti asciuga la saliva, che ti fa respirare appena e la tua testa sembra avvolta dalla nebbia tutto sembra svolgersi al rallentatore, le percezioni sono distinte isolate scandite e separate le une dalle altre. vedi la vita scorrere con lentezza, con una marcatura pronunciata sulle parole o sui colori che si alternano e susseguono. poi dietro a tutto senti una strana forma di dolore paralizzarti il petto, come se la tua testa, la tua mente fosse separata dal resto del corpo. ma comunque vivi.

Rabesto


nuda meraviglia

vanessa_atalanta1.jpg …meraviglia

…che particolare meraviglia è nascosta nella meditazione, nello sgombrare la mente dall’inganno delle illusioni, nel guardare il nulla a nudo…
…che profondo stupore ci assale nell’istante in cui il nostro contemplare riesce in un attimo a fondere l’immensa matematica dell’universo con la magica perfezione racchiusa nella trama delle ali maculate di una farfalla…

Rabesto


il peso dell’ombra

“…quando ci accorgeremo che tutto quello in cui avevamo creduto sino ieri non era altro che illusione, ci troveremo ad annaspare nel nulla, senza sapere cosa è importante ed essenziale e cosa è superfluo”

…io peccatore blasfemo che parlo dei sentimenti, di false illusioni, consumo le mie debolezze nella penombra, nelle tenebre accecanti. cammino verso l’estremo orlo della mia consapevolezza, oltre l’ardito ponte della sogghignante ipocrisia. proseguo infischiandome, verso il limbo degli affetti, verso il sopirato distacco dalle consuetudini obbligate. trascino imperterrito il peso della mia ombra, impietrito tremo nell’ansia d’essere sorpreso dal suo straziante urlo di vendetta…

“parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri, ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in se stessi.” Wen Tzu, testo classico taoista

Hindie


realismo magico

…intimismo, passione e poesia possono convivere col realismo della vita senza perdere d’intensità. i fatti, si trasformano in stati d’animo, le esperienze nutrono le emozioni e si fanno ispirazione. sta, in questa capacità di catturare attimi di esistenza comune e interpretarne gli aspetti più profondi , interiorizzandoli, la bellezza che ci circonda deve essere scoperta con l’animo del fanciullo che sussulta di meraviglia per le magie che scopre crescendo…

… le domane che ci poniamo attendono solo le nostre risposte…

…questo è “sentire”, è “vedere con altri occhi”, di certo la meraviglia è un sigillo che una volta svelato conduce in mondi paralleli, ed io complesso uomo di terra e di fuoco, ne avrei di cose da dire sull’attimo che si rivela… ma ora non mi preoccupo di questa analisi sottile cerco soltanto di gustarlo di annusarlo…di viverlo…

più avanti si vedrà…si vivrà…

Rabesto


India – impressioni di un viaggio

dal mio moleskine : lunedì 16 luglio 2007

…sono arrivato dall’India domenica 15 luglio ore 03,30. oggi il primo giorno di lavoro…sono scombussolato per la stanchezza accumulata e dovuta ad un massacrante viaggio di rientro con volo annullato e lunghe ore di attesa in aeroporto, scalo a Mosca ed altra interminabile attesa… al momento la testa fa fatica a connettere i video clip del “viaggio” in India…non è stato un vero e proprio viaggio di piacere…di certo ho viaggiato da Hindie tra gli indiani. ho mangiato con loro cibi moooolto ma mooolto piccanti in improbabili bar improvvisati lungo le strade himalayane, ho percorso oltre 1000 km in jeep su strade incerte e tormentate da frane, dove autisti in preda a deliri guidano come morsi dalle tarantole. ho percorso un “Teerath Yatra” in Himalaya nelle regioni dell’Garhwal e dell’Uttaranchand, solo una parte dell’assai più impegnativo Himalayan “Shri Char Dham Yatra” sacro ai pellegrini indù. ho camminato a fianco dei Sadhu, stremato e bagnato dalle piogge monsoniche, sino ai templi delle città sante : al “Temple Jyotirlinga of Shiva” di Kedarnath a 3650 mt percorrendo 14 km a piedi su una mulattiera durissima con 1500 mt di dislivello tra le cime invisibili del Kedarnath Parbat (6770 mt) e del Mahalay Parbat (5950 mt). poi Badrinath a 3100 mt sotto le pendici del Neelkant o Nilkantha Parbat (6600 mt) ad appena 20 km oltre le cime innevate c’era il Tibet…e non molto lontano il Nepal.
Kedarnath Temple

 

Tempio di Shiva, Kedarnath 3650 mt: Himalaya -India
…ho riposato alla bene meglio in un “rifugio” in una notte fredda e stracolma di pioggia… ho portato i miei occhi, le mie orecchie e il mio naso in questi luoghi dove ben pochi turisti europei (se non dei “viaggiatori”, dei “saggifolli” heheheh) si avventurano. a Rishikesh, altro luogo santo e la porta per l’Himalaya, ho assistito al rituale bagno nel Ganga (il Gange) da cui mi sono prudentemente astenuto…ho osservato individui disperati, mendicanti e lebbrosi oltre a gente esaltata e famiglie tranquille; ma tutti erano avvolti da una strana eccitazione…li ho a lungo guardati, ho cercato di comprendere: io ero lì e altrove…che altro dire…ho atteso treni seduto per terra avvolto dalle mosche, ho dormito in cuccette multiple ed in alberghi dove il cambio lenzuola non lo fanno da pasqua ( ps non esiste la pasqua in india…). ho patito il caldo e sudato come la gente di quel paese. ho visto la luna specchiarsi sul Gange. ho visto tramonti infuocati, nuvole correre sulle montagne Lavania e gli occhi tranquilli di un bambino dolcissimo: Hakim. ho riposato all’ombra di un tempio dedicato al Tantra, ho sentito il profumo dei fiori Kaner, ho ascoltato il silenzioso sguardo di un Rishi… ma ho comunque ricevuto un tremendo pugno nello stomaco da tutto questo…ed ancora sto cercando di riprendere il respiro…per ora posso soltanto dire che è stata un’ESPERIENZA…vedrò più avanti se negativa o positiva…per ora posso soltanto riflettere.
ho concluso il mio viaggio dentro e fuori dell’anima, dentro e fuori dall’India ….cosi oggi mi viene da scrivere questo: a volte penso a quanto si possa sembrare diversi dopo anni di esperienze e vita vissuta, ma quanto in realtà si sia sempre se stessi. perchè infondo non si cambia, ma si affinano soltanto consapevolezza, osservazione, reazioni e capacità valutative e reattive…soprattutto sensibilità. perche il nostro centro, il nostro nocciolo è uguale e identico, il cuore rimane sempre se stesso, più saggio e meno ingenuo, disincantato ma non ancora disilluso. sarà per questo che, al rientro dopo un tempo che sembra una vita, le amicizie e gli affetti sinceri sono sempre pronti ad accoglierti come fossi stato lontano solo poche ore, e ti ritrovi a tuo agio in un attimo, felice e commosso allo stesso tempo… e ascolti la tua Anima , l’Atman di nuovo in armonia.
Om Shiva. Shanti Om

Rabesto (Rudra)

01

Badrinath 3160 mt, Himalaya – India : La casa di Vishnu

The Vishnu temple of Badrinath is located 298 kms from Rishikesh and 48 km from Joshimath . This holy town nestles at a height of 3,160 metres, at the site where a forest of Badri (berry) trees, known as the mythical Badrivan, once covered the area.

***

…ad integrazione consiglio la lettura di Acque Sacre – Stephen Alter ed Tea

Il Char Dham Yatra è un pellegrinaggio verso le sorgenti del Gange, il fiume sacro dell’India, intrapreso a piedi ogni anno da milioni di fedeli indù. (Char Dham significa “quattro dimore”, intese come i luoghi santi dove i Lord, gli Dei abitano). Raramente gli occidentali hanno avuto occasione di parteciparvi o di assistervi da vicino. Stephen Alter, americano, nato e cresciuto in India, qualche anno fa ha deciso di percorrere quegli stessi sentieri e attraversare quei luoghi sacri nella regione del Garhwal, rinunciando alle solite comodità per raggiungere una comprensione più vera di quella realtà. Un viaggio durato mesi, segnato da faticose arrampicate sui monti, discese lungo i fiumi, soste sotto la pioggia, ma anche e soprattutto un viaggio spirituale, in cui l’autore, pur non rinunciando alla prospettiva laica, descrive un percorso di conoscenza e maturazione a contatto di una natura spesso inospitale e violenta.

 


l’uomo senza qualità: il nichilista

“…Tento piuttosto di coglierne quella presenza che mi spiega la ragione di ogni giornata. Poiché so, con assoluta certezza, che qualsiasi rapporto si tenti di creare con l’uomo è del tutto vano ed inutile, e che solo tramite le oscure vie del sangue e una certa armonia che sopravvive a tutte le forme e dura più a lungo di qualsiasi impero e di qualsiasi civiltà, possiamo salvarci dal nulla. Vivo senza illudermi e senza pretendere che altri lo facciano in vece mia o per me…” (Alvaro Mutis).

qualche cosetta, una frase d’effetto…tanto per iniziare…tanto per assaggiare…

Rabesto


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