…probabilmente tutto iniziò da quì…
…Hindie fu il soprannome che diedero a mio padre… sembra che quel nome esotico fosse una scritta incisa su una cassa di legno, di quelle da spedizione, proveniente da mari lontani. lui utilizzò quella cassa per farci una specie di barca, era un ragazzino scalzo che giocava per strada o sui moli del porto. una volta cresciuto, gli amici continuarono a chiamarlo Hindie, un pò per il colorito olivastro della pelle, un po per il suo modo di vivere “alternativo”, avventuroso e libertino. erano gli anni in cui il mio paese era preda di povertà e confusione. si, lui era mio padre, ma per me quasi uno sconosciuto. non saprei se il suo stile di vita fosse davvero da irresponsabile, oppure se dietro a questo suo alone di mistero, di vagabondaggi e di selvatichezza si celavano ragioni più serie. di certo non fu un marito e un padre, come si dice, presente. io, praticamente, l’ho conosciuto solo dai racconti di mia madre e della famiglia. in gioventù lo giudicai con la rabbia di chi si sente abbandonato, rifiutato; poi col passare degli anni ho compreso molte cose di quello che significa essere uomo adulto con le proprie virtù, debolezze , ideali e insicurezze. oggi non mi pongo più come giudice e soprattutto cerco di essere neutrale e comprensivo, così ho deciso di prestare ascolto al mio istinto e ho scelto di onorare la sua figura di uomo più che di padre, ai miei occhi incompleta, addottando il suo soprannome. un po per riscattare lo spirito di chi mi generò, un po’ perché sento di avere nel sangue molto della natura selvatica di quell’uomo. un uomo tutto sommato buono, forse troppo indolente, forse da biasimare ma che a suo modo e, in certa maniera come me, cercava di trovare se stesso!
(dall’introduzione a L’Invisibile Silenzio di Hindie)
…salve, questo è il mio nuovo blog, dopo diversi anni di scritture e 2 di esperienze sul vecchio blog: http://follesaggezza.splinder.com…(ora non più in linea) con questa nuova grafica intendo dare continuità ai miei pensieri, alle mie idee… spero di risucire a mantenere una linea logica e il più posibile coerente alle motivazioni per cui un giorno iniziai a scrivere cose un po strane, un poco distanti dai luoghi comuni, del “vedere” e “sentire” il mondo… per certi versi il mio è un linguaggio “contro”, una specie di espressione “selvatica” ma al tempo stesso che scaturisce dal cuore…un misto di mente e sentimento… buona lettura e buona vita…
Hindie